Un sogno a Venezia


venezia1.png

"Questa era Venezia, la bella lusinghiera e ambigua, la città metà fiaba e metà trappola, nella cui atmosfera corrotta l' arte un tempo si sviluppò rigogliosa, e che suggerì ai musicisti melodie che cullano in sonni voluttuosi."

Thomas Mann, Morte a Venezia

Nel crepuscolo mi appare, sospesa tra terra e mare. Venezia! Oriente e Occidente si fondono in questo tramonto che ferma il Tempo. Solo qui, mentre osservo l'ultimo brillio del sole riflesso nelle acque di questo canale, riesco a comprendere il senso delle quattro forme del tempo dei greci antichi. Cronos, il Tempo Cronologico si è fermato. Aion, il Tempo Eterno - il tempo vitale, il Destino - è di fronte a me. «Molte cose compie Moira, che adempie, e Aion, il figlio Chronos». () Noi scegliamo il Daimon che Lachesi ci consegna. Né la Moira, né Aion* sono responsabili.

ponte.png

Tutto è immagine riflessa dell'Amore originario. Il Daimon è il lato invisibile delle cose. Nascita è amore, malattia è amore, assenza è amore, perdita è amore. Tutto è avvicinarsi al Grande Soglio attraversando le strettoie come un ponte riflesso nelle acque di questa città inesistente ed eterna.

venezia2.jpg

Supero il leggero e sinuoso ponte di Calatrava e in mezzo alla folla vedo William Butler Yeats che declama: «Ho udito i vecchi, i vecchissimi, dire:"Tutto ciò che è bello trascorre via. Come le acque"».
(*) Euripide, Eraclidi, 899-900

Le foto sono di mia proprietà

Comments 1